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Criteri
Passivhaus/
EnerPHit

I criteri di certificazione Passivhaus sono definiti sulla base di una rispondenza agli stringenti requisiti ASHRAE 55 statunitensi, ovvero alla normativa sul comfort abitativo ISO 7730.

I criteri Passivhaus sono stati sviluppati nel lontano 1989 dal Prof. Dr. Wolfgang Feist durante la sua tesi di dottorato presso l'Università di Stuttgart in collaborazione con l'Università di Lund in Svezia. Il concetto Passivhaus ha accompagnato la costruzione e monitoraggio della prima Passivhaus, eretta nel quartiere Kranichstein di Darmstadt in Germania.

Nell'ambito del progetto europeo CEPHEUS, sono state quindi monitorate circa 250 unità abitative di Passivhaus sparse su 5 differenti nazioni europee, affinando quindi i criteri sulla base della soddisfazione degli utenti/inquilini.

Il successivo progetto europeo PassiveOn ha permesso per primo di introdurre nel software di calcolo PHPP 2007 i criteri (pilota) sul raffrescamento, che sono stati quindi aggiornati nella versione PHPP 7.1 del 2012 introducendo anche la quota di deumidificazione, così importante per il nostro Paese.

 

I criteri Passivhaus impongono dei limiti per quanto riguarda le seguenti grandezze: fabbisogno termico per riscaldamento, carico termico, fabbisogno frigorifero per raffrescamento e deumidificazione, carico frigorifero, tenuta all'arua e fabbisogno di energia primaria.

 

A partire dal 2015 in alternativa al criterio sull'energia primaria (EP) può essere soddisfatto un criterio sull'energia primaria rinnovabile (EPR) con una procedura di valutazione innovativa e lungimirante completamente sviluppata dal Passivhaus Institut e che mira a valutare l'efficienza di un edificio in un futuro completamente dominato dalle energie rinnovabili. Inoltre sono anche state introdotte tre classi di certificazione Passivhaus in relazione al fabbisogno di EPR e alla quantità di energia rinnovabile prodotta dall'edificio. Le tre classi prendono il nome di Passivhaus Classic, Passivhaus Plus e Passivhaus Premium. Il nuovo criterio sull'EPR nonché la suddivisione in classi è stata introdotta nel software di calcolo a partire dalla versione PHPP 9.

Dal 2010 è stato introdotto lo standard EnerPHit, che si applica alle ristrutturazioni nell'ottica Passivhaus.

Nelle ristrutturazioni, diversi sono gli ostacoli che si presentano al raggiungimento dello standard Passivhaus, come ad esempio vincoli architettonici, strati funzionali non più raggiungibili se non a costi proibitivi e non giustificabili, situazioni di ombreggiamento non ottimali, difficile eliminazione di alcuni ponti termici etc.

Per questo, si è riconosciuto l'esigenza di introdurre un nuovo standard che garantisca il comfort abitativo pur rispettando la necessità di realizzare interventi ragionevoli dal punto di vista economico.

Vi sono due tipologie di certificazione EnerPHit, il metodo basato sul fabbisogno termico/frigorifero, che in analogia a quanto si fa per gli edifici di nuova costruzione prevede dei limiti sui consumi per riscaldamento e raffrescamento/deumidificazione dell'edificio, e il metodo per componenti, dove sono previsti dei valori limite per ogni componente costruttivo che si andrà ad utilizzare nell'edificio ristrutturato (ad es. limiti sui valori U delle pareti, dei serramenti, efficienza dell'impianto di ventilazione etc.)..

Entrambe i metodi prevedono dei limiti che variano in base alla zona climatica in cui è realizzato l'edificio. Inoltre anche per la certificazione EnerPHit è prevista la suddivisione nelle tre classi Classic, Plus e Premium.

 

A partire dal 2016, in seguito agli sviluppi del progetto EuroPHit, è anche possibile certificare edifici che vengono ristrutturati con un approccio step-by-step, ovvero edifici che non vengono completamente riammodernati con un unico intervento ma il cui processo di ristrutturazione prevede svariati interventi diluiti nel corso degli anni. Questo approccio prevede il rilascio di un pre-certificato in seguito alla stesura di un "Piano di Ristrutturazione EnerPHit" e all'implementazione di un primo step (intervento) di riammodernamento. Successivamente, non appena tutti gli step saranno stati completati e l'intero edificio sarà ristrutturato. secondo i principi Passivhaus, si potrà rilasciare il certificato EnerPHit finale.

 

 



Qui sotto si possono scaricare i criteri sviluppati dal Passivhaus Institut per le certificazioni Passivhaus ed EnerpHit.

9e_160310_criteri_di_certificazione_PHI.pdf

Criteri di certificazione.

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